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Trento
02 marzo | 15:29

Tensione nel carcere di Trento, detenuto colpisce al volto e morde un agente. Sappe: "Chi dovrebbe intervenire continua a tacere e a restare inerme"

Il poliziotto è stato subito accompagnato all’ospedale Santa Chiara di Trento per le necessarie cure. Gli sono stati dati dieci giorni di prognosi

Foto archivio
Foto archivio

TRENTO. Ancora tensione nel carcere di Spini di Gardolo, a Trento. Massimiliano Rosa, segretario provinciale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, racconta quanto è avvenuto nelle ultime ore nella Casa circondariale: “Questa mattina il personale di Polizia Penitenziaria ha subito l’ennesima aggressione da parte di un detenuto non nuovo a simili comportamenti. Verso le ore 08.30, durante una attività di servizio istituzionale, un detenuto noto per le sue problematiche psichiatriche di nazionalità italiana ha aggredito un appartenente della Polizia Penitenziaria colpendolo al volto e mordendo lo stesso al capo. Il poliziotto è stato subito accompagnato presso l’ospedale Santa Chiara di Trento per le necessarie cure. Al collega sono stati dati dieci giorni di prognosi”. 

 

Il Sappe esprime la propria vicinanza al collega e gli augura allo stesso una pronta guarigione. 

 

Quello avvenuto nelle scorse ore è l'ennesimo episodio che conferma le difficoltà operative presenti nel carcere di Spini di Gardolo, così come nelle altre carceri della Regione.

 

 “Sdegno” per quanto avvenuto nel carcere di Trento lo esprime anche il Segretario Generale del Sappe, Donato Capece: “Il carcere è diventato come l’inferno dantesco e questo non è accettabile e men che meno tollerabile”. 

 

La denuncia del Sappe è la urgente necessità di trovare soluzioni concrete a questa spirale di violenza. Per questo, il primo Sindacato del Corpo, torna a chiedere urgenti provvedimenti per assicurare tutti gli elementi necessari a garantire la sicurezza degli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria. Capece, ribadisce ancora una volta che “il Sappe denuncia ormai da tempo la situazione insostenibile delle carceri del Triveneto ma il dato oggettivo è che chi dovrebbe intervenire e tutelare i nostri Agenti continua a tacere ed a restare inerme. Mai udito un silenzio così assordante da parte di questa Amministrazione Penitenziaria.”

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